Parodontologia

Il termine parodontologia deriva dal greco e significa studio di tutto ciò che sta intorno al dente e che gli dà sostegno.

La parodontologia è la branca odontoiatrica che si occupa della diagnosi e della terapia delle affezioni del parodonto, ovvero dell’apparato di supporto dei denti, costituito dall’osso, dal legamento parodontale e dalla gengiva.

La parodontologia nel nostro ambulatorio è praticata dal Dott. Michele Guida e dal Dott. Antonio Guida.

Anche se all’apparenza sembra che i denti siano sostenuti dalle gengive, esse sono solo la parte più esterna di una grande opera architettonica, l'apparato parodontale, che ci permette di masticare e che è costituito da osso alveolare, legamento alveolo dentale, cemento radicolare e gengiva.

La malattia parodontale

La malattia parodontale, o parodontopatia, inizia quando uno o più elementi dell'apparato parodontale, dopo essere stati colonizzati da numerose specie batteriche, smettono di esercitare la propria funzione di sostegno causando mobilità dentale, che è uno dei segni principali del progredire della malattia parodontale.

Evoluzione della malattia parodontale

La placca dentale si stabilizza tra dente e gengiva, formando una pellicola tenace. Con la presenza di sali nella saliva tende a calcificare e a formare dei depositi duri, non rimovibili con le manovre domiciliari, denominate tartaro.

A questo punto nelle gengive possono iniziare a formarsi delle tasche, dove la placca si accumula. A contatto delle sostanze dannose prodotte dai batteri, la gengiva si infiamma e sanguina, le tasche si approfondiscono, la gengiva comincia a ritirarsi lasciando scoperte le radici.

L'evoluzione della malattia parodontale

A questo punto i denti possono iniziare a diventare ipersensibili. Una bevanda calda o molto fredda, un gelato o addirittura il contatto con lo spazzolino possono provocare fastidio se non dolore.

I denti sono esteticamente sempre più “scoperti”, mentre, durante tutto questo processo, l’osso tende a retrarsi.

Il segno più evidente di sofferenza parodontale è dato da alterazioni dell'aspetto gengivale, che frequentemente, però, vengono colte quando la malattia parodontale è già in uno stato avanzato. 

La gengiva, infatti, costituisce il primo ostacolo, ma purtroppo anche la prima porta di ingresso per i microrganismi che una volta distrutto l'attacco che la collega al dente procedono verso la radice dentale, danneggiando prima il legamento parodontale, poi il cemento ed infine l'osso alveolare circostante. È opportuno, quindi, conoscere gli strumenti e le tecniche adatti alla prevenzione, al trattamento della malattia parodontale e al mantenimento della salute gengivale.

Prevenzione della malattia parodontale

La prevenzione consiste nell'effettuare le manovre di igiene comunicate dallo specialista parodontologo, il quale si impegnerà a presentare gli strumenti da utilizzare e a spiegare come usarli al meglio. Saranno mezzi semplici come lo spazzolino, il filo interdentale, il collutorio, usati secondo schemi personalizzati, che consentiranno di ottenere e mantenere quello stato di salute del cavo orale che oggi deve essere considerato alla portata di tutti.

Trattamento della malattia parodontale

Per quanto riguarda il trattamento di lesioni parodontali, è possibile praticare una serie di procedure cliniche e/o chirurgiche, che se accompagnate da opportune tecniche di igiene domiciliare, possono permettere di arrestare o quantomeno rallentare fortemente il progredire della malattia.

 

Successivamente, controlli effettuati periodicamente permetteranno di stabilire, anche grazie ad esami strumentali, il miglior piano di mantenimento per la massimizzazione dei risultati nel tempo.

Gengivite

Gengivite è un termine che sta ad indicare l'infiammazione delle gengive che inizia intorno al colletto del dente e causa emorragie. La gengivite non trattata può provocare danni permanenti alle gengive e caduta dei denti.

I sintomi

I sintomi più frequenti della gengivite sono sensibilità aumentata, sanguinamento delle gengive e dolore all'atto della masticazione, mentre il segno più diffuso è un arrossamento del margine gengivale. La presenza di questi segni e sintomi, evidenzia la formazione di tasche parodontali, che sono delle aree di raccolta dei batteri responsabili di questa malattia, i quali trovano il loro habitat ideale in quelle zone in cui l'abbondanza di residui di cibo e la scarsa presenza di ossigeno permettono loro di sopravvivere e riprodursi in grande quantità. 

Se non si inizia tempestivamente una cura, nelle tasche gengivali la gengivite potrà evolvere in parodontopatia cronica, uno stadio della malattia parodontale in cui i denti, avendo perso definitiva mente il loro sostegno, cominciano a muoversi spontaneamente.

Le cause

La mancanza di igiene accurata dei denti è una delle cause della gengivite: i residui di cibo si fermano tra i denti o tra i denti e le gengive, permettendo ai batteri presenti nella bocca di iniziare la loro azione infettiva sulle gengive stesse. Le altre cause potenziali della gengivite sono il tartaro che si deposita sui denti, la presenza di carie e le protesi che irritano le gengive. Se lo stato di salute generale contribuisce a causare la gengivite, è indispensabile una visita medica.

Una dieta ben equilibrata, scarsa di cibi zuccherini e ricca di vitamine è un buon coadiuvante nella cura dei disturbi delle gengive.

È importante sottolineare, infine, che, mentre per la gengivite la soluzione terapeutica è relativamente semplice e poco impegnativa, quando la malattia evolve verso la parodontite cronica, il piano di trattamento diventa più complesso e richiede più disponibilità e attenzione da parte del paziente.

Parodontite cronica o malattia parodontale

La parodontite cronica rappresenta sicuramente la forma più diffusa e di più facile riscontro clinico nell'ambito delle parodontopatie. Pur avendo come presupposto i segni tipici della gengivite che dovrebbero mettere in allarme, quasi sempre i pazienti giungono all'osservazione quando il quadro ha assunto una certa gravità.


La patologia si manifesta con un'alterazione della consistenza della gengiva e della sua architettura, sanguinamento più o meno abbondante, mobilità dentale più o meno marcata. Quest'ultimo segno, in genere, è quello che porta i pazienti a sentire la necessità di essere visitati, ma , purtroppo, corrisponde ad uno stadio della malattia già molto avanzato e perciò più difficilmente trattabile.

Le cause

I fattori responsabili della parodontite cronica sono diversi, ma quello batterico è sicuramente il più significativo e per questo richiede un'attenzione particolare. La presenza prolungata di residui di cibo sul margine gengivale provoca la formazione della placca batterica che, se non viene rimossa, entro 24-48 ore calcifica, trasformandosi in tartaro; è proprio in questo momento che la gengiva subisce un attacco cruciale che la porta prima ad infiammarsi e poi ad allontanarsi dallo stimolo nocivo, cioè a ritrarsi dando luogo a quelle antiestetiche esibizioni della radice dentale, più scura dello smalto e perciò particolarmente evidente.

Fattore batterico

I batteri responsabili di questo meccanismo possiedono un metabolismo che li porta a trovarsi a proprio agio nelle zone quasi prive di ossigeno tra la parte interna della gengiva e la parte esterna del dente, dove si stabilizzano e cominciano a moltiplicarsi, rendendo la situazione sempre più grave ed in grado di alimentarsi da sé.
Bisogna pensare che la retrazione gengivale è solo la manifestazione più superficiale di quello che sta avvenendo a danno dell'apparato di sostegno dei denti: se accade questo, infatti, è perché l'osso che sostiene la gengiva al suo livello fisiologico, sta andando incontro ad un riassorbimento che porterà i denti coinvolti ad una mobilità per mancanza di supporto osseo.

Altri fattori responsabili di sofferenza parodontale possono essere traumi ripetuti a carico di uno o più elementi dentari per occlusione errata, presenza di restauri o corone protesiche usurati, fratturati o mal posizionati, manovre di igiene eccessivamente traumatiche (lesioni da spazzolamento), malattie sistemiche come il diabete mellito ed infine abitudini nocive come il fumo.

Fattore ereditario

La malattia parodontale è caratterizzata da una ereditarietà statisticamente significativa. Esistono pertanto esistono individui più predisposti al suo instaurarsi, i quali dovranno impegnarsi più degli altri per ripristinare e mantenere uno stato di salute parodontale accettabile.

Il trattamento della parodontite cronica varia a seconda della gravità del quadro clinico e può andare dalla semplice rimozione del tartaro con strumenti meccanici o ad ultrasuoni, al sollevamento del primo tratto della gengiva per effettuare una pulizia più profonda e radicale. 

Laddove la perdita di sostegno osseo è stata più marcata, inoltre, esiste la possibilità di promuovere una rigenerazione ossea, che potrà ripristinare almeno parzialmente una struttura di supporto sufficiente. 

In ogni caso, tutte queste procedure, dalla diagnosi al trattamento e al mantenimento, devono essere effettuate da un esperto parodontologo, che è in grado di circoscrivere l'ambito della malattia e allestire un piano di trattamento specifico e mirato, ma soprattutto di far comprendere ai propri pazienti cos'è la parodontopatia, come si affronta e quali risultati si possono ottenere.

Tasca parodontale

Quali sono le differenze tra il normale solco gengivale e la tasca parodontale?

Il solco gengivale normale è profondo 2/3mm circa e termina con un attacco formato da tessuto epiteliale cosiddetto giunzionale posto nel punto d'incontro tra corona e radice del dente. La placca batterica che si deposita nel solco, se non viene rimossa, provoca la distruzione di questo attacco che per difendersi migra più in basso. Il solco gengivale si approfondisce realizzando una formazione patologica che prende il nome di tasca parodontale. Qui annidata la placca si arricchisce di germi che sopravvivono in assenza di ossigeno e provocano danni alle strutture di sostegno della radice del dente (parodonto). Attraverso l'infiammazione del parodonto (parodontite) si attivano cellule che riassorbono l'osso di sostegno della radice del dente e gli stessi germi anaerobi, direttamente, causano la distruzione del legamento connettivale che collega l'osso alla radice. La malattia parodontale, progredendo, può coinvolgere interamente le strutture di sostegno della radice determinando il suo definitivo allentamento con conseguente caduta del dente.

La tasca parodontale, espressione della malattia parodontale, può approfondirsi in assenza di sintomi evidenti, ci si può accorgere di avere problemi parodontali solo quando la situazione, già molto avanzata, si caratterizza per la comparsa di sintomi come la mobilità dentale, il sanguinamento, l'alitosi, il dolore diffuso, ma a questo punto il dentista può essere costretto a orientarsi verso soluzioni radicali.

Come si può fare per evitare che la malattia parodontale ci tolga il sorriso? 

La soluzione va ricercata nella prevenzione e nell'attenzione ai segnali che ci dà la nostra bocca; in effetti basterebbe recarsi dallo specialista quando si inizia ad avvertire qualche problema in modo da assicurarsi una diagnosi precoce e di conseguenza una terapia più semplice.

È bene sapere, comunque, che le nuove frontiere della terapia parodontale permettono oltre che la guarigione della parodontite, con la scomparsa delle tasche e la ricostituzione dell'attacco epiteliale, anche la rigenerazione parodontale. Oggi il parodontologo è in condizione di recuperare gran parte del sostegno perduto per la parodontopatia, anche se le procedure chirurgiche da attuare sono molto sofisticate e richiedono perciò una preparazione specialistica approfondita, oltre ad una notevole confidenza con l'atto chirurgico.

Recessione gengivale

La tipica immagine di un sorriso armonico è costituita da denti sani, bianchi, circondati da una gengiva rosea, ben rappresentata e disposta in modo tale da ricoprire interamente la radice dei denti fino alla giunzione con la corona. Quest'immagine non corrisponde solamente ad un'ideale estetico, ma rappresenta anche la condizione migliore di salute e quindi di funzionamento per il nostro apparato parodontale. Sono molti i fattori che contribuiscono ad alterare il giusto rapporto tra denti e gengive, facendo sì che si vengano a creare delle zone in cui il tessuto gengivale irritato si ritiri allontanandosi dalla sua sede originale, lasciando come esito delle antiestetiche esposizioni della radice. In un primo tempo si riteneva che il danno fosse solo di natura estetica e che quindi in quelle zone della bocca meno evidenti o nei pazienti meno attenti alla loro immagine non fosse indicato il trattamento di tali alterazioni; in seguito a degli studi mirati, però, si è concluso che la mancanza di un'architettura gengivale corretta, impedendo uno spazzolamento adeguato ed un controllo della placca efficace, sia una condizione di minor resistenza del nostro parodonto, e che quindi vada ripristinata.

Chirurgia estetica parodontale