Chirurgia orale

Nel nostro ambulatorio pratichiamo tutte le terapie di chirurgia orale di pertinenza odontoiatrica.

Le situazioni più comuni del cavo orale che richiedono approccio di tipo chirurgico sono le estrazioni complesse, estrazioni di denti terzi molari, asportazioni di granulomi o di cisti e quelle manovre chirurgiche che permettono il trattamento delle malattie dei tessuti di sostegno del dente.

I denti del giudizio

I denti del giudizio, definiti anche terzi molari o ottavi, a causa della filogenetica riduzione della lunghezza dei mascellari e della scomparsa dell'occlusione d'usura, tipica dell'uomo primitivo, tendono, nell'uomo civilizzato, a non trovare il loro spazio eruttivo, rimanendo inclusi o seminclusi. La loro frequente estrazione, come conseguenza obbligata, rappresenta da sempre una di quelle procedure che hanno contribuito a rendere l'immagine del dentista poco gradita.

Fortunatamente i progressi in campo chirurgico, farmacologico ed anestesiologico, permettono oggi un ridotto disagio intra e post operatorio nella stragrande maggioranza dei casi.

Dal punto di vista tecnico, l'estrazione dei denti del giudizio può richiedere un intervento più o meno invasivo a seconda della posizione del dente e dei suoi rapporti con le strutture anatomiche circostanti. In molti casi il terzo molare assume una posizione del tutto analoga a quella degli altri molari, e ad essi parallela, e la sua estrazione generalmente non presenta grandi difficoltà, né richiede un approccio chirurgico. Cosa che si traduce in un grande vantaggio per il paziente. Quando, invece, la posizione di questo elemento dentario è orizzontale e perpendicolare all'asse del dente contiguo, la sua estrazione è più problematica, e richiede un approccio chirurgico ben consapevole dell'anatomia della zona e della tecnica di estrazione più veloce e più “innocua” per il paziente. In ogni caso, il dolore e il gonfiore che seguono l'intervento di estrazione dei denti del giudizio durano solo qualche giorno, e già nella terza giornata, solitamente, tutto torna alla normalità. La terapia farmacologia, poi, fornisce un validissimo supporto, mettendo al riparo da infezioni batteriche con l'assunzione dell'antibiotico, e minimizzando i sintomi dell’infiammazione postoperatoria grazie agli antidolorifici - antinfiammatori.

Piezochirurgia

Nel nostro ambulatorio adottiamo i migliori standard organizzativi, tecnici e tecnologici attualmente disponibili. Uno degli apparecchi che più ha contribuito a trattamenti efficaci e al contempo estremamente sicuri è il bisturi piezochirurgico.

Tale strumento permette di adottare inserti non rotanti bensì vibranti, non in grado quindi di lesionare, “strappandoli” vasi e nervi. La caratteristica di estrema delicatezza lo rende lo strumento d’elezione nei prelievi di osso autologo, nel rialzo di seno mascellare o nell’inserimento di impianti in aree limitrofe a vasi o nervi.

Granulomi e cisti

Le cisti odontogene sono spesso asintomatiche e vengono perciò diagnosticate a seguito di esami radiografici di routine della bocca, soprattutto negli stadi iniziali.

Per le cisti che si localizzano nelle aree maxillo-facciali l’esame radiografico migliore per la loro localizzazione è la Tomografia Cone Beam 3d. 

Il nostro ambulatorio è attrezzato con un Tomografo Cone Beam che consente margini di accuratezza di 0.2mm, che permette un’analisi accurata della lesione e dei rapporti della stessa con le strutture a rischio adiacenti, rappresentate da vasi sanguigni e strutture nervose.

In presenza di lesioni periradicolari il primo approccio è, quando possibile, di tipo endodontico ortogrado, vale a dire la rimozione del contenuto della parte canalare del dente, la cui necrosi è la causa più frequente di questo tipo di lesione.

Nel caso in cui il trattamento endodontico ortogrado non sia possibile o predicibile nel risultato, vi è l’indicazione all’approccio chirurgico.

L'aspetto radiografico delle lesioni periradicolari è quello di una cavità più o meno tondeggiante con densità ossea scarsa (le cisti appaiono prive di trabecole ossee) o parziale, a contatto o in stretta vicinanza con uno o più elementi dentali.

In caso di lesioni molto estese o non in diretto contatto con la radice del dente, una volta rimossa la lesione per via chirurgica il campione viene conservato in un’apposita bacinella sterile e inviata al laboratorio analisi per la tipizzazione istologica. 

Consigli post chirurgia

Indicazioni e consigli in caso di intervento chirurgico

Prima dellʼintervento chirurgico

Gli antibiotici

In base all’intervento eseguito, il chirurgo valuterà se e con quale posologia consigliare un trattamento antibiotico.

L’indicazione essenziale da seguire è sempre quella di rispettare pedissequamente le indicazioni fornitevi, sia sul numero di compresse da assumere giornalmente, sia sulla durata del trattamento.

Si raccomanda di non ridurre autonomamente dosi e/o giorni di terapia: quelli consigliati sono necessari per il buon andamento dell’intervento e del decorso post-operatorio.

Lʼadeguata igiene orale

È importante che vi prepariate all’intervento parodontale dedicando il massimo degli sforzi per cercare di fare in modo che il vostro cavo orale sia igienicamente a posto.
Il dentista valuterà le indicazioni all’uso di dispositivi specifici come il collutorio con clorexedina, il filo interdentale, lo scovolino e la necessità di una pulizia professionale prima dell’intervento.

Subito dopo lʼintervento chirurgico

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