Rigenerazione Ossea

L’implantologia offre la possibilità di riabilitare un bel sorriso con un aspetto e una funzione del tutto simile ai denti naturali. 

Tuttavia, una volta persi o compromessi uno o più denti, si possono verificare le condizioni per cui l’osso può non essere sufficiente.

Talvolta manca gran parte dell’osso necessario a supportare un adeguato impianto, che in linea di massima dovrebbe rispettare le proporzioni delle radici che in origine supportavano il dente naturale.

In altri casi, spesso nella zona degli incisivi superiori, pur essendo possibile inserire un impianto nell’osso residuo, l’aspetto del dente e della gengiva in quelle condizioni risulterebbe innaturale e non gradevole esteticamente.

Altre volte all’interno della struttura ossea passano strutture nervose delicate che non devono essere lesionate (es. nervo mandibolare nei settori posteriori inferiori), per cui la porzione di osso in cui è possibile inserire l’impianto può risultare molto limitata.

In natura capita spesso che due o più di queste condizioni si sovrappongano, così come vi sono anche situazioni anatomiche in cui il volume osseo esistente sarebbe di per sé sufficiente per il posizionamento degli impianti, ma non ne permetterebbe il posizionamento nella posizione più corretta dal punto di vista della masticazione o dell’estetica.

Per questo motivo, già al momento dell’estrazione del dente compromesso possono essere utilizzate delle tecniche chirurgiche che permettono, senza aggiungere invasività al trattamento estrattivo, di preservare o anche di aumentare i livelli ossei e gengivali a livello della sede di estrazione.

Per poter ricorrere all’Implantologia anche quando osso e gengiva siano deficitari esistono varie tecniche chirurgiche, che in pazienti selezionati sono oggi affidabili, predicibili e con un’invasività relativamente ridotta.

Tali tecniche chirurgiche prevedono l’utilizzo di osso autologo, prelevato sempre a livello intraorale, abbinato a biomateriali sostitutivi ossei e a membrane in collagene riassorbibile.

Nella nostra casistica, così come in letteratura, l’efficacia delle rigenerazioni ossee è rilevante, tale da poter essere ritenute una soluzione altamente affidabile anche nel lungo termine.

Nella maggior parte dei casi è possibile ricostruire osso e inserire impianti nella stessa seduta, minimizzando così i disagi chirurgici e riducendo notevolmente i tempi complessivi del trattamento.

Il Dott. Antonio Guida, Socio Attivo dell' Italian Academy of Osseointegration IAO, pratica con successo le tecniche di rigenerazione ossea con i migliori materiali attualmente disponibili, privilegiando sempre la tecnica più predicibile e meno invasiva a disposizione, considerando ogni possibile alternativa di trattamento.

Le procedure di rigenerazione ossea che utilizziamo sono molteplici.

Una delle più frequenti è il Grande Rialzo del pavimento del seno mascellare. Il Rialzo di Seno si utilizza per rigenerare osso nei settori posteriori dell’arcata superiore. Si accede al seno mascellare “aprendo” un accesso nella parete laterale del seno mascellare, per poi colmare il gap con un mix di osso autologo e Bio Oss in proporzioni variabili, ad oggi la tecnica più documentata, affidabile e meno invasiva. Con questa tecnica non occorre alcun prelievo extraorale di osso e molto spesso l’impianto viene posizionato nella stessa seduta in cui avviene la rigenerazione ossea.

Nei casi in cui, sempre nei settori posteriori superiori, sia presente osso non sufficiente ma oltre i 5 mm, è possibile rigenerare osso nel pavimento del seno mascellare con la tecnica di Summers modificata, che consente incrementi ossei fino a circa 4-5 mm senza la necessità di eseguire l’apertura laterale, con minima invasività e posizionando sempre contemporaneamente l’impianto.

Altro intervento frequente è la rigenerazione orizzontale e/o verticale con membrana, con la tecnica della Guided Bone Regeneration (GBR). 

Tale tecnica prevede, quando necessario, l’utilizzo di membrane, osso autologo, mezzi di osteosintesi e biomateriali, per ricostruire la parte ossea mancante.

Dopo un periodo di 4-6 mesi circa per il consolidamento dell’innesto, si procede alla rilevazione delle impronte per realizzare i nuovi denti. Spesso tale tecnica consente di ricostruire osso e inserire gli impianti in un’unica seduta chirurgica.

Talvolta, nei casi più complessi, può rendersi necessario l’utilizzo di osso autologo in blocco, prelevato sempre dal cavo orale, che viene bloccato con viti da osteosintesi nella sede di innesto. Tale intervento consente incrementi di maggiore volume e vi si ricorre nel caso in cui le altre tecniche non garantiscano risultati sufficientemente predicibili. In questo caso gli impianti vengono inseriti dopo 4 mesi circa.

Selezioniamo accuratamente i nostri materiali da rigenerazione ossea tra i migliori disponibili sul mercato. 

La scelta dei materiali avviene in base alla nostra esperienza clinica a lungo termine e in base alla qualità e quantità di letteratura scientifica che ne comprova i risultati nel tempo.

In alternativa alle tecniche di ricostruzione ossea è talvolta possibile “bypassare” chirurgicamente e/o protesicamente le zone a carenza di osso. Quando possibile, ciò permette di ridurre l’invasività del trattamento senza inficiare la prognosi a lungo termine.

Il Dott. Antonio Guida, Direttore Sanitario, svolge attività di ricerca clinica in collaborazione con aziende leader nel campo dei biomateriali per Implantologia e Rigenerazione Ossea.

Il Dott. Guida, dopo un’attenta disamina delle possibilità terapeutiche, potrà valutare le varie possibilità di trattamento e scegliere insieme al paziente quella più indicata.

Allegati

  • Casi clinici: Rigenerazione Ossea